
Dopo tre giorni di pioggia continua, ci si trova spesso di fronte allo stesso scenario: un telo che si gonfia sotto il peso dell’acqua, un pH che è sceso, foglie ovunque nella vasca e una pompa che fa un rumore sospetto. Il riflesso di coprire la propria piscina prima dell’acquazzone è buono, ma se eseguito male, a volte genera più danni della pioggia stessa.
Telo per piscina sotto la pioggia: evitare che diventi una trappola
Il problema più comune non è la pioggia che cade nella vasca, ma l’acqua che ristagna sul telo. Una copertura invernale o un telo a barre accumula rapidamente diverse centinaia di litri al centro. Questa pozzetta d’acqua tira sulle fissazioni, deforma il telo e può strappare i cordini o gli ancoraggi sigillati nel bordo.
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Si raccomanda spesso di tendere il telo al massimo per evitare questo fenomeno. È un errore. La tensione del cordino svolge un ruolo di valvola di sicurezza: consente al telo di scendere leggermente quando l’acqua si accumula al centro, limitando i rischi di deformazione o strappo. Un telo troppo rigido subisce tutto il carico senza flessibilità.
Come dettagliato negli articoli pratici di Murmures Déco, la buona pratica consiste nel rimuovere regolarmente l’acqua stagnante con una pompa vuota o semplicemente con una scopa adatta, piuttosto che contare solo sulla tensione della copertura.
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Un altro punto spesso trascurato: controllare lo stato degli occhielli e delle cinghie prima di ogni episodio di pioggia annunciato. Un occhiello arrugginito o una cinghia sfilacciata è un punto di rottura che si rompe nel momento peggiore.

Proteggere la pompa della piscina dall’umidità e dalle infiltrazioni
La protezione dalla pioggia non si limita alla vasca. Il locale tecnico è una zona vulnerabile che molti proprietari dimenticano. Una pompa per piscina esposta a schizzi d’acqua o installata in un locale poco ventilato può guastarsi a causa di cortocircuiti o corrosione dei componenti elettrici.
In concreto, si controllano tre cose prima di un episodio di forti piogge:
- Il locale tecnico è impermeabile nella parte bassa, dove l’acqua di scorrimento può infiltrarsi attraverso la soglia della porta o i passaggi dei tubi?
- La pompa è sollevata rispetto al pavimento del locale, anche solo di pochi centimetri, per evitare che una pozzetta venga a toccare il motore?
- I collegamenti elettrici sono protetti da un quadro impermeabile a norma, e il differenziale è funzionante?
Una pompa allagata dopo un temporale costa molto di più di un rialzo preventivo. Un semplice supporto in blocchi o un ripiano in PVC è sufficiente nella maggior parte delle configurazioni.
Qualità dell’acqua dopo la pioggia: gesti che evitano l’acqua verde
La pioggia è naturalmente acida. Un episodio prolungato diluisce il disinfettante presente nella vasca (cloro o bromo), fa scendere il pH e abbassa il TAC (titolo alcalimetrico completo). Risultato: l’acqua perde la sua capacità tampone e le alghe approfittano di questo squilibrio per svilupparsi in poche ore.
Non si corregge tutto contemporaneamente. L’ordine conta.
- Prima di tutto, ripristinare il TAC se è sceso troppo. Senza un TAC sufficiente, il pH rimarrà instabile qualunque cosa si faccia.
- In secondo luogo, regolare il pH nella fascia adatta al trattamento utilizzato (più basso per il cloro, leggermente più alto per il bromo).
- Infine, aumentare il tasso di disinfettante. Un trattamento d’urto può essere necessario se l’acqua ha già virato o se la pioggia è durata diversi giorni.
Trattare in disordine equivale a sprecare prodotto: un cloro d’urto in un’acqua con pH troppo basso perde gran parte della sua efficacia.
Filtrazione prolungata dopo l’episodio di pioggia
Aumentiamo il tempo di filtrazione di alcune ore il giorno dopo la pioggia. Gli skimmer avranno aspirato detriti vegetali, terra, a volte sabbia. È necessario svuotare i cestelli dello skimmer e lavare il filtro (contro-lavaggio per un filtro a sabbia, risciacquo per una cartuccia) prima di riavviare un ciclo lungo.
I resoconti variano sulla durata di filtrazione aggiuntiva necessaria, poiché dipende dal volume della vasca e dall’intensità della pioggia. In pratica, si osserva che un ciclo di filtrazione prolungato di un terzo a metà della durata abituale è sufficiente per ritrovare un’acqua chiara.

Livello dell’acqua della vasca: gestire il troppo pieno senza panico
Una vasca che trabocca dopo forti piogge è comune. Il vero rischio non è estetico: un livello dell’acqua troppo alto impedisce agli skimmer di funzionare correttamente. La schiuma superficiale non avviene più, gli inquinanti rimangono nella vasca e la filtrazione funziona invano.
La soluzione più semplice consiste nel passare la valvola multistrato in posizione di svuotamento (o “fognatura”) per evacuare l’eccesso verso la rete delle acque piovane. Si può anche approfittare di questo surplus per effettuare un contro-lavaggio del filtro, il che fa due piccioni con una fava.
Copertura o meno durante l’acquazzone
È necessario coprire la piscina durante la pioggia? Se si dispone di un riparo per piscina rigido (tipo veranda scorrevole), la questione non si pone: si chiude. Per un telo morbido o un tapparella, la risposta è meno netta. Coprire protegge dai detriti e limita la diluizione, ma si presenta il problema dell’accumulo d’acqua sulla copertura.
Una tapparella sopporta meglio il carico di un telo a barre, grazie alle sue lame rigide. Per un telo a bolle, è meglio rimuoverlo prima di una forte pioggia: non è progettato per sopportare un peso d’acqua significativo e rischia di strapparsi.
La scelta dipende quindi dal tipo di copertura installata. Proteggere la propria piscina dalla pioggia inizia con la conoscenza dei limiti del proprio equipaggiamento, non applicando una ricetta unica a tutte le vasche.